« Rugby is a beastly game played by gentlemen; soccer is a gentleman’s game played by beasts; football is a beastly game played by beasts »
C’è una nostra amica che ha degli svenimenti notturni. Con svenimenti notturni non si riferisce a quello che generalmente chiamiamo sonno, le succede così: lei si alza, per esempio per bere, e pam, casca a terra come una fetta di pane e marmellata sfuggita di mano, svenuta. Il problema con P. (chiamiamola P.), è che non sai se invitarla. Perché poi lei, d’altro canto, è un po’ il secchiello del gruppo, solo che appunto, poi magari ti sviene, e allora oltre ai rumori si rischiano ematomi cranici, bicchieri rotti, corse al pronto soccorso eccetera. continua a leggere…
DIALOGO PRESOCRATICO NELLA FACEBOOK DEL XXI SECOLO
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Gerarca nutre un intatto affetto per i suoi amici del Liceo, nonostante molti di loro siano degli invertiti impenitenti.
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Cardinal Lucrezio Benedetto Paleologo Capuano
Ci sono anche gli invertiti penitenti come me e te, che sono ancora più intimamente segnati dalla corruzione, dall’infame stigma della rinuncia…
Gerarca Zarganenko
ma quando potremo dirci liberi dall’infame marchio, dal peso straziante del nostro bieco vissuto?
Cardinal Lucrezio Benedetto Paleologo Capuano
Ah, non c’è fine all’espiazione, mon frère… Una cosa possiamo e dobbiamo fare: avvertire i compagni ancora sommersi dal flutto del vizio innominabile, addolcire le nostre pene, cui solo la morte darà piena requie, aiutando i poverini a sgravarsi dalla soma sempre crescente delle loro turpitudini… continua a leggere…
Harry Potter and the Philosopher’s Stone viene pubblicato per i tipi della Bloomsbury nel 1997, opera prima della scrittrice inglese J. K. Rowling, già famosa per aver ispirato un celebre refrain dei fratelli blues (Rollin rollin rollin…). Il successo dell’opera è senza precedenti: ad oggi le copie vendute superano i 400 milioni con traduzioni in più di 60 lingue.
Sin dalla sua struttura eptapartitica appare evidente come la lunga formazione dell’anti-eroe Potter riveli le sue radici filologiche nei sette volumi de À la recherche du temps perdu. La stessa scelta, che tante critiche ha suscitato, di iniziarne la pubblicazione nel corso delle celebrazioni del settantesimo anniversario della stampa del suo diretto precedente francese (il cui ultimo volume, Le temps retrouvé, vede appunto la luce nel 1927), pur moralmente discutibile come operazione commerciale, ha nell’intimo legame tra le due opere una chiara giustificazione letteraria. continua a leggere…
Con la bocca impastata di tabacco e gli occhi rossi per la prolungata veglia, il vecchio è seduto da 56 ore davanti allo schermo luminoso, dove rimbalzano alternativamente i tweet dei suoi contatti sparsi per il mondo, i pop-up di skype che annunciano decine di nuovi messaggi di chat, i feed dei centoventidue blog a cui è abbonato e di cui non si perde un aggiornamento.
L’esperimento è cominciato da anni, ormai, e si può dire che la faccenda gli sia sfuggita un po’ di mano. Da quella mezz’oretta iniziale, il tempo trascorso davanti al computer si è dilatato come una nuvola di gas, arrivando a occupare spazi prima riservati a riti quotidiani assai più antichi. Il tè, la lettura dello sport e dei fumetti sul Times, la passeggiata notturna: tutto prosciugato, sgonfiato, inglobato dalla marea montante del web 2.0. continua a leggere…
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[precensione di Antonello Qualapis]
“Check, one, two Aahhh, take care to get what you like or you will be forced to like what you get! Right?!” (H.P. Baxxter)
È tempo di precensioni, fulminee visioni prima di entrare in sala (poiché alla fine nessuno vede quel che vede): e quindi può essere interessante godersi le allucinazioni che precedono l’inizio del film e scrivere sul cadavere di una pellicola mai nata. Solo pochi film sono venuti incontro alle precensioni che spesso lasciamo dentro un cassetto; tempo fa John Rambo ci ha esaltati, ma pochi hanno condiviso l’entusiasmo. Ho provato a scrivere una precensione su Gozu di Takashi Miike; ho scritto di un uomo adulto che fuoriesce e quindi rinasce dalla vagina di una donna e questo ho visto dopo aver comprato il dvd, raramente capita, la precensione è stata profetica, certe pellicole vanno ricercate con cura, ci entri dentro ed esci trasformato, non è un caso che lo stesso Jodorowsky parli di Miike nell’intervista contenuta nel dvd di Santa sangre. continua a leggere…

